Minibond: caratteristiche e vantaggi fiscali

Data: 2021-06-15


I Minibond sono titoli di debito emessi da una PMI e sottoscritti da investitori professionali e qualificati, che a fronte della raccolta di capitale offrono una remunerazione contrattualmente stabilita attraverso il pagamento di cedole; una forma di finanziamento per le imprese alternativa al classico canale bancario.

 

La normativa di riferimento è contenuta nel Decreto Legge 22 giugno 2012 n. 83 detto “Decreto Sviluppo” e nelle successive integrazioni e modifiche apportate dal D.L. 18 ottobre 2012 n. 179, “Decreto Sviluppo Bis”, dal D.L. 23 dicembre 2013 n. 145 (piano “Destinazione Italia”) e nel D.L. 24 giugno 2014 n. 91 (“Decreto Competitività”).

 

La pesante crisi economica degli ultimi anni e la conseguente riduzione da parte degli istituti bancari dell’erogazione del credito (dovuta in parte anche all’entrata in vigore di “Basilea 3”) ha spinto il legislatore a rimuovere quei vincoli di natura civilistica e fiscale che fino al 2012 avevano limitato il ricorso al mercato dei capitali da parte delle PMI non quotate.

 

Il legislatore ha riconosciuto che il processo di crescita, sviluppo e internazionalizzazione delle imprese, siano esse di grandi dimensioni o PMI, passa anche per la capacità/possibilità di reperire risorse finanziarie attraverso canali alternativi al credito bancario quali, appunto, il mercato dei capitali; tuttavia solo le grandi imprese riuscivano a reperire risorse sui mercati finanziari.

Al fine di appianare questa disparità il legislatore, con i provvedimenti preso, ha eliminato quelle differenze di carattere civilistico e fiscale tra le imprese quotate e non quotate e ampliato, quindi, la platea delle imprese che possono finanziare la propria crescita mediante l’accesso al mercato dei capitali.

 

Quindi, oggi, anche le PMI non quotate possono finanziarsi mediante l’emissione di Minibond al verificarsi dei seguenti requisiti:

  • Abbiano meno di 50 dipendenti ed un fatturato annuo o uno stato patrimoniale annuo inferiore a 10 milioni di euro o meno di 250 dipendenti ed un fatturato annuo inferiore a 50 milioni di euro o un totale attivo dello stato patrimoniale inferiore a 43 milioni di euro;
  • Abbiano pubblicato gli ultimi due bilanci di cui l’ultimo certificato da una società di revisione;
  • Non siano banche o micro imprese.

 

Esistono anche dei requisiti “di mercato”, cioè requisiti che l’impresa emittente deve possedere affinché sia appetibile per il potenziale investitore:

  • Fatturato non inferiore a 2 milioni di euro e preferibilmente in crescita negli ultimi tre anni;
  • Management serio e di comprovata esperienza;
  • Margine operativo lordo (EBITDA) almeno pari al 10% del fatturato;
  • Rapporto posizione finanziaria netta (PFN) e EBITDA inferiore a 4;
  • Rating pubblico (investment grade) emesso da una società di rating.

 

Ai fini dell’emissione dei Minibond è necessario vengano messi in atto alcuni comportamenti propedeutici:

  • Affidarsi a un advisor che funga da consulente e collocatore del titolo
  • Realizzare un Piano Industriale che spieghi in modo esplicativo il progetto per il quale si richiede il capitale
  • Definire il timing e rendere l’impresa appetibile per i fondi di investimento

 

Per l’impresa emittente, il Minibond presenta numerosi vantaggi di carattere economico, permettendo di raccogliere capitale senza passare per la centrale rischi e senza rilasciare le garanzie richieste dal canale bancario. Sotto il profilo dei costi invece si possono sfruttare benefici fiscali:

  • Piena deducibilità degli interessi passivi
  • Immediata deducibilità dei costi inerenti l’emissione

 

Il Minibond si presenta dunque come uno strumento innovativo e capace di realizzare i piani di crescita delle PMI. Un mezzo per uscire dalla crisi e diventare leader del proprio mercato.

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